Sicilia 2025
L’estate 2025 ha fatto un po’ fatica ad arrivare, con piogge e temperature molto poco estive fino metà giugno. Abbiamo dovuto rinviare la partenza di un paio di settimane, rispetto alle nostre previsioni, e fino al giorno prima un forte temporale ci ha “consigliato” di rimanere in porto ancora una notte, prima di affrontare la discesa dell’Adriatico. La meta del 2025 sono le Isole Eolie, mai visitate prima, nonostante io sia nato in Sicilia. A dire il vero nel 2023 ci eravamo fermati a Stromboli per un paio di giorni, nel nostro primo “tour del Tirreno”, ma tutte le altre isole le avevamo “saltate” e quindi adesso è giunto il momento di fermarci un po’ e conoscerle meglio.
La navigazione nel Mar Adriatico è sempre più rapida e in sole tre tappe siamo già in Calabria. A Crotone ci fermiamo per tre giorni, per vedere la città e per attendere un mare un po’ più mite, prima di affrontare le 200 miglia che ci separano da Siracusa, la mia città natale. Qualche giorno di relax in Ortigia, un po’ di bagni e poi via verso Messina e le Isole Eolie, dove abbiamo sostato per due settimane fra Lipari, Vulcano, Panarea, Salina e Filicudi.
Belle le Eolie, un po’ ventose e un po’ affollate, ma molto belle. Per noi Filicudi è stata la migliore, forse per via del mare calmo e dei pochi turisti che abbiamo trovato in quesi giorni, chissà.
Dalle Eolie alla Sicilia, a Cefalù (un “Marina” da dimenticare, il peggiore che ho mai visto) e poi a Palermo, dove ci hanno raggiunti Marilena, Matt, Tom e Sophia. Dopo una settimana trascorsa nell'ammaliante capoluogo siculo siamo partiti per le Isole Egadi, con una sola sosta a metà strada, a San Vito Lo Capo. Il blu profondo e intenso delle acque delle Eolie ha lasciato il posto all’azzurro trasparente di quelle delle Egadi, e con il passare delle settimane è aumentato - ahimè - anche il numero di turisti. Sarà perché noi giriamo in barca tutta l’estate, e quindi abbiamo una visione particolare del mondo dei vacanzieri, ma mi sembra che tutti vadano in vacanza in barca e che le barche siano ovunque, occupando qualsiasi spazio e rendendoci la vita più difficile di quel che vorremmo! Probabilmente sarebbe così anche se fossimo in camper o “a piedi”, e le nostre lamentele alla fine sarebbero le medesime, e si riverserebbero su aree parcheggio impossibili da trovare o su hotel pieni di gruppi di turisti organizzati.
Lasciata Trapani e le Egadi, e dopo aver cambiato totalmente equipaggio, con Roberta e Max ci siamo spinti fino a Lampedusa, con una lunga navigazione notturna, prima a motore e poi con un bel vento alle spalle che ci ha portato dritto dritto fino all’isola più a sud d’Italia e d’Europa.
Siamo stati sempre all’ancora, e non solo per scelta ma anche per l’assoluta mancanza di posto nel piccolissimo marina dell’isola, poco più di un paio di pontili per la verità, ed anche carissimi!
Dopo una settimana circa di vita lampedusana, e cioè bagni e snorkeling al mattino e relax la sera, anche Max e Roberta lasciano Eleftheria, e mi preparo a tornare verso nord, non da solo questa volta, ma con la compagnia di Giacomo e Giovanni, arrivati qui da Bologna a darmi una mano per questo lungo trasferimento fino a Ravenna, distante quasi 800 miglia nautiche.
Prevediamo una tappa a Malta e una a Siracusa, e poi da lì in una decina di giorni al massimo dovremmo essere di nuovo in Romagna. Questo purtroppo solo nelle previsioni perché il “rumorino” che proveniva dall’elica e dall’invertitore, e che non mi lasciava del tutto tranquillo durante le ore di navigazione a motore, si è rivelato nel tempo un grosso guaio.
Grazie al buon vento a favore abbiamo raggiunto Siracusa navigando solo a vela, e quando poi abbiamo portato la barca in banchina al porto piccolo, con uno scricchiolio tremendo che ogni tanto veniva su dal piede poppiero, abbiamo dovuto constatare che gli ingranaggi dell’invertitore erano stati di nuovo danneggiati, molto probabilmente a causa dell’eccessivo gioco delle pale dell’elica. E dire che in cantiere, quando avevo portato la barca a far carena, mi avevano assicurato che “era tutto a posto, ci voleva solo un po’ di grasso nell’elica”!! Lasciamo perdere.
Viaggio interrotto e ritorno a casa in bus. Poi per tutto settembre solita ricerca di ricambi e scambi di telefonate con il cantiere e con il meccanico, e dopo quasi un mese di attesa, con il tempo che peggiorava sempre più, siamo ritornati in Sicilia, io e Lella, per completare il viaggio verso a Ravenna.
Qui di seguito i link per i singoli post di questa nuova lunga navigazione estiva. Buona lettura.
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